NAZIONALE DEL MEDITERRANEO: QUANDO LO SPORT DIVENTA UN CAMMINO DI PACE


“Una storia nata da una visione, cresciuta attraverso lo studio e l’esperienza e diventata oggi un progetto internazionale di diplomazia sportiva“


Ci sono storie che meritano di essere raccontate non soltanto per ciò che hanno realizzato, ma soprattutto per ciò che rappresentano.

La storia della Nazionale del Mediterraneo è una di queste.

È la storia di una società sportiva nata dalla visione di una coppia, la nostra Presidenza, che ha scelto di trasformare il proprio credo e i valori cristiani in una precisa identità, facendo dello sport non soltanto uno strumento di competizione, ma un linguaggio universale capace di costruire relazioni, educare e promuovere la pace.

Alla base di questo cammino, per il Presidente Vincenzo Lipari, ci sono soprattutto due figure: Don Giovanni Bosco e Padre Pino Puglisi.
Due uomini diversi per epoca e percorso, ma accomunati da una stessa idea: incontrare l’uomo, soprattutto là dove è più fragile, attraverso l’educazione, la presenza e la capacità di restituire dignità e futuro.

Dalla formazione all’esperienza

Il percorso che ha portato alla nascita della Nazionale del Mediterraneo è iniziato molti anni prima della sua costituzione ufficiale.
È stato costruito attraverso sacrificio, studio, formazione ed esperienze maturate soprattutto all’estero, a contatto con culture e persone di nazionalità differenti.

Come ama ricordare il Presidente Vincenzo Lipari:

«Senza le esperienze vissute all’estero, a contatto con persone di nazionalità diverse, non avrei mai compreso nel profondo il vero valore umano che, pur nelle differenze, trova nell’amore, nella pace e nella ricerca interiore di Dio la sua più alta motivazione di vita».

Da questa consapevolezza nasce un percorso di formazione continua: diplomi, corsi universitari, specializzazioni e qualifiche conseguite attraverso il CONI, la FIGC e diverse Federazioni Sportive, con un obiettivo preciso: costruire un giorno una società sportiva di livello assoluto, capace di coniugare competenza tecnica, formazione umana e valori.

Un incontro avrebbe poi segnato in maniera decisiva questo cammino.

Quello con il Maestro Ignazio Argiolas, oggi Commissario Tecnico della Nazionale del Mediterraneo e per oltre vent’anni docente a Coverciano.

Un incontro che il Presidente ricorda come folgorante: quello con un maestro di tecnica, tattica e, soprattutto, di vita.

A Coverciano, Argiolas ha formato e abilitato generazioni di allenatori e, tra questi, anche figure di primo piano del calcio italiano come Massimiliano Allegri, Carlo Ancelotti e Gianfranco Zola…

Dai campi di periferia alla costruzione di un sogno

Sono seguiti anni di esperienze autentiche, vissute nei campi di periferia, accanto a ragazzi che spesso dovevano essere prima di tutto strappati alla strada e alla devianza.

È qui che l’ispirazione di Don Bosco e Padre Pino Puglisi torna concretamente a vivere.

Prima l’educazione. Poi l’amicizia. Infine lo sport.

Un percorso fatto di tornei, campionati, vittorie e soprattutto di persone.

Arrivano il titolo di Campioni d’Italia 2015/2016 e il secondo posto in Europa, ma il risultato più importante rimane quello umano: accompagnare tanti giovani verso una possibile vita professionistica.

Alcuni di loro approderanno in società come Torino, Cuneo e Basilea, arrivando anche a confrontarsi con il palcoscenico della Champions League, oltre che in realtà della Serie B tedesca e in altri importanti club.

Il calcio, dunque, come possibilità. Come porta che si apre. Come occasione per scegliere una strada diversa.

2017: nasce la Nazionale del Mediterraneo, ma il sogno più grande doveva ancora compiersi.

Lo stesso anno, infatti, arriva l’invito a presentare il progetto presso la Camera dei Deputati.
È il passaggio che conduce alla nascita ufficiale della Nazionale del Mediterraneo.

Nel 2018, il progetto approda al Senato della Repubblica, dove ottiene un ulteriore importante riconoscimento attraverso il progetto “Seeds of Peace”.
Sono gli anni in cui vengono gettate le fondamenta di ciò che la Nazionale del Mediterraneo rappresenta oggi.

Nonostante la pandemia, Il progetto riparte con maggiore consapevolezza, ambizione e motivazione, forte di anni di studio, esperienza e competenza e con una convinzione sempre più chiara: fare sul serio.

Senza grandi finanziamenti. Senza sostegni politici. Ma con una squadra di persone che ha scelto di crederci.

La diplomazia sportiva come strumento di pace

È in questo contesto che grandi campioni della Serie A, Serie B e Lega Pro decidono di aderire gratuitamente al progetto, scegliendo di rappresentare l’Italia attraverso un messaggio che va oltre il risultato sportivo: lo sport come strumento di pace e dialogo tra i popoli.
Nasce così un modello di Diplomazia Sportiva Internazionale.

Un’idea che trova nel 2024, presso la Pontificia Università Antonianum di Roma, un momento particolarmente significativo, alla presenza di rappresentanti di diverse Ambasciate estere e di Istituzioni europee.
Un riconoscimento che conferma la vocazione internazionale di un progetto nato dal basso e cresciuto attraverso la passione, la competenza e la volontà di costruire ponti.

Oggi la Nazionale del Mediterraneo è molto più di una squadra; oggi la Nazionale del Mediterraneo è una realtà articolata.

È una Academy radicata nel territorio siciliano, dove ragazzi e ragazze vengono selezionati e accompagnati attraverso un percorso che unisce tecnica calcistica, formazione e condivisione dei valori del Vangelo.

È una Nazionale Maggiore, composta da grandi campioni che hanno scritto pagine importanti della storia dei campionati italiani.

È un Reputation & Media Office, un Ufficio Stampa Nazionale composto da professionisti di alto profilo che hanno scelto di mettere competenza ed esperienza al servizio del progetto.

È uno staff multidisciplinare di professionisti che ha deciso di sposare una visione e di contribuire, ciascuno con le proprie competenze, alla costruzione di qualcosa che guarda oltre il campo da calcio.

Ma soprattutto, la Nazionale del Mediterraneo è il frutto di una grande coppia, la nostra Presidenza.

Una coppia che ha scelto di investire nel tempo, nella formazione, nella competenza, nella preghiera e nella convinzione che lo sport possa ancora avere una funzione sociale, educativa e persino diplomatica.

Oltre ogni frontiera, la storia della Nazionale del Mediterraneo non è soltanto la storia di una squadra.

È la storia di un’idea. L’idea che un pallone possa attraversare una frontiera prima ancora di un uomo.

Che una maglia possa rappresentare un’identità senza diventare una barriera.
Che una partita possa trasformarsi in un incontro.

Che lo sport possa tornare a essere educazione, rispetto, amicizia e fratellanza.
E che la pace, prima di essere firmata nei palazzi, possa essere costruita nelle relazioni tra le persone.

È questo il viaggio della Nazionale del Mediterraneo.
Un viaggio iniziato molti anni fa nei campi di periferia e arrivato oggi oltre i confini dello sport.

Perché quando lo sport sceglie di mettere l’uomo prima del risultato, il campo diventa molto più grande.
Diventa il mondo.

foto : il Presidente Vincenzo Lipari e la Vicepresidente Rosa Russo

Reputation & Media Office – NDM

Diplomazia Sportiva

www.nazionaledelmediterraneo.it

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